Diremo addio alle console entro il 2030? Il futuro dei videogiochi è nel Cloud
Published by Redazione on 22/03/2026
Published by Redazione on 22/03/2026
Vi siete mai chiesti come giocheremo ai videogiochi tra qualche anno? Le console come PlayStation, Xbox o Nintendo che oggi abbiamo sotto la TV potrebbero presto scomparire del tutto. Secondo Michael Pachter, un famoso esperto del settore, il futuro dei videogiochi è al 100% nel cloud computing.
In parole semplici, significa che non avremo più bisogno di comprare una console fisica o i dischi dei giochi.
I videogiochi gireranno su enormi e potenti computer a distanza (i server) e le immagini verranno trasmesse direttamente sui nostri schermi tramite internet, proprio come facciamo oggi quando guardiamo un film su Netflix o un video su YouTube.
Questo porterà un enorme vantaggio: potremo giocare a qualsiasi gioco su qualunque dispositivo, che sia un vecchio computer, uno smartphone, un tablet o una Smart TV. Basterà avere uno schermo e una buona connessione a internet.
Secondo l'esperto, questa transizione avverrà passo dopo passo:
nel 2015: Il cloud diventa una realtà importante nel mercato.
Entro il 2020: Metà dei videogiochi in circolazione userà questa tecnologia.
Entro il 2030: Il 100% dei giochi sarà basato sul cloud. Le console fisiche non esisteranno più.
Questa rivoluzione cambierà l'economia dei videogiochi, portando lati positivi ma anche seri problemi.
I lati positivi (per le aziende): Chi produce e sviluppa i giochi guadagnerà molto di più, perché non dovrà più spendere soldi per stampare i dischi, creare le scatole e spedire i giochi nei negozi. Inoltre, potenzialmente, chiunque abbia uno smartphone potrà diventare un cliente.
I lati negativi (per i negozi e i giocatori): I negozi di videogiochi rischiano di chiudere perché nessuno comprerà più giochi fisici. Inoltre, senza i dischi, scomparirà il mercato dei giochi usati. Questo colpirà soprattutto chi ha meno disponibilità economiche e non può permettersi di comprare i giochi sempre a prezzo pieno.
L'esperto fa notare anche un altro cambiamento: le aziende di videogiochi giapponesi stanno diventando sempre meno importanti a livello mondiale.
In passato hanno provato a modificare i loro giochi per piacere di più al pubblico occidentale, ma spesso hanno fallito. Un esempio è il gioco Vanquish: un titolo di ottima qualità che però non ha venduto bene fuori dal Giappone. Per paura di sbagliare ancora, molte aziende giapponesi rischiano di chiudersi in se stesse e produrre giochi solo per il loro paese. Il problema è che il mercato dei videogiochi in Giappone ha ormai smesso di crescere.
Previous Post
*AGGIUNGI TITOLO ARTICOLO PRECEDENTE*